C’era una volta un uomo di nome Jack, era davvero avaro. La notte
del trentuno ottobre veniva invitato a sgargianti festicciole imbandite di ogni
ben di Dio per festeggiare l’arrivo degli spiriti degli avi, ma lui non ci
andava mai perché aveva paura di doverli invitare, a sua volta, per una festa
organizzata da lui (data la tradizione). Quindi, non stava mai con nessuno:
quando, ogni anno, veniva invitato a una festa mandava indietro il biglietto
con una mostruosa zucca intagliata da lui stesso, ebbene sì, Jack aveva una grande
passione per le zucche. Un giorno morì e andò in cielo ma non lo fecero entrare in
paradiso, così lo mandarono all’inferno dove lì venne cacciato a forza di
tizzoni: troppo avaro; così, jack, prese un tizzone e lo portò con sè fino ad un
campo di zucche dove prese una
bellissima zucca arancione e la intagliò, poi ci mise dentro il tizzone del
diavolo e se la mise in testa. Travestito così com’era torno nell’inferno e
disse che a causa di uno strano incantesimo era finito lì sotto. Quindi
decisero di farlo tornare in superfice a patto che la notte del trentun ottobre
girasse con la sua zucca a spaventare la gente, e così fece.
Dopo un po’ la gente iniziò ad abituarsi al fantasma di
“jack lanterna” e… incominciarono a
farlo tutti! I bambini si travestivano da spiritelli e andavano in giro dicendo
alla gente che non li avrebbero spaventati a patto di una caramella, poi venivano
messe le zucche fuori di casa per allontanare i fantasmi e la spaventosa notte
del trentun ottobre, ormai provvista di tutto, decisero di chiamarla
La notte di Halloween.
